Molti giovani affrontano le prime esperienze sessuali con leggerezza e superficialità, non utilizzano metodi contraccettivi o si affidano a quelli meno sicuri spesso per un’errata valutazione o scarsa conoscenza delle opzioni a disposizione.

In Italia esistano varie tipologie di contraccezione, basate su principi differenti, la maggior parte di esse rimane ancora sconosciuta.

È fondamentale informarsi, scegliere il metodo contraccettivo più in linea con le proprie esigenze e caratteristiche personali e proteggersi da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili per poter vivere una vita sessuale serena e libera da timori.

Di seguito una guida completa che vi permetterà di orientarvi tra le varie tipologie di contraccezione.

Cosa sono i contraccettivi?

I contraccettivi sono metodi o dispositivi utilizzati per impedire la fecondazione in modo temporaneo e reversibile, oltre a proteggere dalle gravidanze indesiderate alcuni metodi, come il profilattico, proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Tipologia di metodi contraccettivi

I principali tipi di contraccettivi oggi utilizzati si dividono in metodi contraccettivi di barriera, ormonali, chimici, naturali e di emergenza.

  • Metodi contraccettivi di barriera

Preservativo maschile: raccoglie lo sperma e va indossato sul pene in erezione prima di ogni rapporto sessuale e non solo nel momento che precede l’eiaculazione poiché piccole quantità di liquido seminale (sufficienti a favorire il concepimento) potrebbero fuoriuscire anche durante la fase preliminare.

Preservativo femminile (femidom): è una guaina morbida che si inserisce in vagina prima del rapporto sessuale, forma una barriera tra il pene e la vagina, la cervice e i genitali esterni.

I preservativi sia maschili che femminili, se indossati correttamente proteggono non solo da gravidanze indesiderate ma anche dalle malattie sessualmente trasmesse.

Diaframma: è una piccola semisfera di gomma soffice montata su un anello di metallo che si inserisce in vagina, a livello del collo dell’utero, poco prima del rapporto sessuale. Solitamente viene utilizzato in combinazione agli spermici per aumentarne l’efficacia; non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, non è molto affidabile e per molte donne risulta scomodo da inserire.

  • Metodi contraccettivi ormonali

Pillola contraccettiva: la pillola contraccettiva è un farmaco contenente estrogeni e progestinici, blocca l’ovulazione poiché agisce inibendo la produzione degli ormoni indispensabili al processo. Deve essere assunta per via orale ogni 24 ore per 21 giorni consecutivi seguiti da 7 giorni di pausa. È ritenuta il miglior metodo contraccettivo per quanto riguarda la protezione da gravidanze indesiderate, la sua efficacia può essere ridotta qualora si verifichino vomito o diarrea o si assumano altri farmaci.

Minipillola: contiene solo progestinico, agisce addensando il muco cervicale rendendo difficoltoso il percorso degli spermatozoi verso la cellula uovo, altera l’endometrio uterino e interferisce con la motilità delle tube di Falloppio ostacolando l’impianto dell’ovulo (se fecondato) nell’utero.

Secondo la quantità di progesterone presente è in grado di inibire più o meno il processo di ovulazione; va assunta per 28 giorni senza pause e se presa correttamente ha un'efficacia pari al 99%.

Cerotto transdermico: rilascia costantemente e gradualmente ormoni progestinici ed estrogeni che attraverso la cute raggiungono il circolo sanguigno impedendo l’ovulazione.

Il cerotto va applicato su cute pulita e priva di irritazioni o ferite una volta a settimana per tre settimane, lasciando 7 giorni di pausa.

Anello vaginale: è un piccolo anello di plastica morbida che inibisce l’ovulazione attraverso il lento e continuo rilascio di ormoni. Va inserito in vagina e tenuto per tre settimane alle quali seguiranno 7 giorni di pausa. Se accidentalmente dovesse essere espulso, l’anello non perderebbe la sua efficacia se reinserito in vagina entro 3 ore.

Spirale contraccettiva, o IUD: è un piccolo dispositivo di plastica a forma di T progettato per essere inserito e collocato dal ginecologo nell’utero; contiene progesterone sintetico che viene rilasciato in piccole quantità da un serbatoio interno, prevenendo la fertilizzazione e l’impianto dell’ovulo.

L’effetto contraccettivo della spirale ormonale va dai 3 ai 5 anni.

  • Metodi contraccettivi chimici

In questa categoria rientrano spray, creme, gel supposte o ovuli vaginali in grado di uccidere o immobilizzare gli spermatozoi prima che arrivino nell’utero; vengono utilizzati in abbinamento ai contraccettivi di barriera come il profilattico o il diaframma poiché da soli hanno un’efficacia di circa il 70%.

  • Metodi contraccettivi naturali

Coito interrotto: consiste nell’interruzione del rapporto sessuale prima dell’eiaculazione, è il metodo più utilizzato ma anche il più rischioso poiché alcune perdite di liquido spermatico potrebbero verificarsi anche prima dell’eiaculazione.

Metodo Ogino-Knaus: si basa sul calcolo dei giorni potenzialmente fertili per la donna attraverso l’osservazione della lunghezza dei cicli mestruali nel corso di un anno, è un metodo che presenta un’altissima percentuale di fallimento soprattutto in caso di cicli mestruali irregolari.

Metodo della temperatura basale: si basa sulla misurazione della temperatura basale (al risveglio prima di alzarsi dal letto) che sarà più bassa all’inizio del ciclo per poi aumentare di alcuni decimi durante l’ovulazione e diminuire successivamente sino alla mestruazione successiva. Il periodo più fecondo per la donna inizia 3 giorni prima dell’aumento della temperatura e termina 3 giorni dopo, bisognerà quindi astenersi dai rapporti sessuali in questo periodo per evitare gravidanze indesiderate.

Poiché la temperatura è influenzata da tantissimi fattori, questo metodo non si rivela affidabile.

Metodo Billings: è basato sul riconoscimento dell’ovulazione attraverso l’osservazione del proprio muco cervicale, quando si presenta filamentoso e abbondante probabilmente la donna è in fase ovulatoria.

  • Metodi contraccettivi di emergenza

Pillola del giorno dopo: agisce solo prima dell’ovulazione, bloccandola o ritardandola, impedendo di conseguenza la fecondazione; deve essere assunta entro 72 ore o 120 (a seconda del tipo del farmaco) dal rapporto sessuale a rischio. Non è una pillola abortiva e non necessita di prescrizione medica.

Spirale IUD al rame: questo dispositivo può essere utilizzato come metodo anti-contraccettivo non ormonale abituale, diventa un contraccettivo di emergenza quando viene inserito in utero subito dopo un rapporto sessuale a rischio. Agisce rilasciando piccole quantità di minerale che riducono il numero e la mobilità degli spermatozoi e alterano il rivestimento interno dell’utero impedendo quindi l’impianto dell’ovulo se fecondato.

Quali sono i contraccettivi a controllo maschile e quali a controllo femminile?

Rientrano tra i contraccettivi a controllo maschile i preservativi, il coito interrotto e la vasectomia, mentre il diaframma, la pillola, la spirale, l’anello vaginale, il cerotto transdermico, la misurazione della temperatura basale, i metodi di contraccezione naturale Ogino-Knaus, Billings e la chiusura delle tube rientrano tra i metodi contraccettivi femminili.

C’è da precisare che la vasectomia e la chiusura delle tube non sono considerati veri e propri metodi anticoncezionali poiché sono permanenti.

Qual è il metodo contraccettivo più sicuro?

Per evitare una gravidanza indesiderata il metodo contraccettivo più sicuro è quello ormonale, per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmesse i metodi più sicuri sono quelli di barriera, ma a parte l’astinenza sessuale nessun metodo contraccettivo garantisce una protezione pari al 100%.

Quali sono i metodi contraccettivi più avanzati?

Tra i metodi contraccettivi più avanzati rientrano il cerotto transdermico e l’anello vaginale, che risultano più tollerabili poiché comportano meno effetti collaterali rispetto agli altri metodi contraccettivi ormonali.

Cosa cambia tra pillola e anello?

L’anello contrariamente alla pillola non interferisce con il tratto gastro-intestinale e l’assenza del primo passaggio epatico evita eventuali problemi di prima metabolizzazione, assicura l’attività contraccettiva anche in caso di vomito o diarrea e contiene un minore quantitativo di ormoni.

Quando spariscono gli effetti collaterali della pillola?

Gli effetti collaterali della pillola (meno frequenti con le pillole a basso dosaggio) spesso spariscono dopo circa 3 mesi dalla prima assunzione.

Come capire se l'anello è inserito bene?

Attraverso l’uso delle dita è possibile verificare che l’anello sia presente in vagina, la posizione non influenza la sua efficacia contraccettiva. Se l’anello è in vagina ma non si riesce a sentirlo occorre rivolgersi al ginecologo.

Come si misura l'efficacia di un metodo contraccettivo?

Per misurare l’efficacia di un metodo contraccettivo viene utilizzato l’Indice di Pearl (IP); il quale indica il numero di gravidanze verificatesi nell’arco di un anno in 100 donne che usano un determinato metodo: minore è l’Indice di Pearl, maggiore è l’efficacia del metodo contraccettivo.