Sesso biologico, orientamento sessuale e attrazione sessuale: parole così simili dal significato molto diverso.

Come fare chiarezza, quindi, per capirne di più e soprattutto connettersi alla propria identità?

In questo approfondimento spiegheremo cosa comporta venire al mondo con un genere assegnato alla nascita e rispecchiarsi o meno con esso. Non solo: vedremo il significato di essere (e sentirsi) maschio o femmina

Ancora: chi sono le persone trasgender e cisgender.

Che cosa si intende per genere?

Il genere è l’appartenenza a uno o all’altro sesso, quindi a quello maschile o femminile.

Si tratta di un costrutto socioculturale che dà anche origine a ruoli radicati per cui la società si aspetta che le persone possiedano in base al sesso biologico.

La maggior parte delle culture utilizza il cosiddetto binarismo di genere con due generi distinti, maschile e femminile appunto.

E qui subentra il concetto di “espressione di genere”: a seconda che si abbia una vulva o un pene si stabilisce un genere femminile o maschile, ma quando si manifesta la propria sessualità si può avere un'espressione che è “conforme” (maschio o femminile) oppure “ disconforme” (androgino).

È veramente così? Non proprio.

Il sesso assegnato alla nascita non corrisponde necessariamente al genere con cui poi ci si identifica, ovvero l’identità di genere. Questa, infatti, è personale. Pertanto, in conclusione: l'espressione del genere non è necessariamente coerente con ciò che la società si aspetta.

Cosa si intende per sesso biologico?

Il sesso biologico è, come anticipato, quello assegnato alla nascita in base principalmente al tipo di genitali esterni che si hanno (vulva o pene).
Anche se il sesso non è binario (ci sono persone con caratteristiche intersessuali, ad esempio) e include altri fattori come i cromosomi, le gonadi, gli ormoni e gli organi interni, alla maggior parte delle persone viene assegnato un genere basato sul sesso genitale.

Secondo gli esperti si calcola che circa l' 1,7% della popolazione mondiale è intersessuale ovvero nato con caratteristiche sessuali che si presentano come un misto di femminile e maschile.

Un esempio di intersessualità? Avere una vulva e, invece delle ovaie, i testicoli.

Che cos’è l’identità sessuale?

Differente è il significato di identità di genere e identità sessuale. Queste espressioni, infatti, indicano la percezione personale e l'esperienza soggettiva del genere con cui ci si identifica. Può corrispondere o meno al sesso assegnato alla nascita.

Abbiamo capito, infatti, che nasciamo con un sesso biologico (e viene immediatamente assegnato un genere), ma si potrebbe sentire di non rientrare in questo schema stabilito dalla “norma cis” ovvero l'aspettativa che tutte le persone siano cisgender.

Gli studi di genere degli ultimi anni sono piuttosto chiari: l'identità di genere non si sceglie, bensì si sente.
Non a caso si parla di tante identità di genere: quali sono?

Ecco alcune definizioni di identità di genere:

  • Cisgender: chi si identifica a pieno con il genere assegnato alla nascita. Ti è stato assegnato il genere maschile alla nascita e ti senti uomo? Sei una persona cisgender (anche se, magari, non ci avevi mai pensato prima).

  • Trans: il sesso assegnato alla nascita non corrisponde alla propria identità di genere. Definirsi trans abbraccia molte realtà.

Anche per questo spesso il termine viene scritto seguito da un asterisco, quindi “trans*”.

Ciò per includere chi è transessuale, transgender, drag queen, drag king, genderqueer, agender, persone non binarie o gender fluid, ad esempio.

Orientamento affettivo e sessuale

Ulteriore approfondimento merita la definizione di orientamento affettivo e sessuale, che differisce da quelle date nei paragrafi precedenti.
Nonostante parlare di identità di genere e orientamento sessuale, sesso assegnato alla nascita, maschio e femmina possa sembrare la stessa cosa, si è compreso a questo punto che non è così.

Vediamo, quindi, cosa si intende per orientamento sessuale e quali sono i principali.

L’orientamento affettivo e sessuale, molto semplicemente, è l'attrazione che si prova verso le altre persone. Si può provare attrazione sessuale per alcune persone e attrazione romantica o di altro tipo per altre. Le due cose non vanno sempre di pari passo, infatti.

Emerge da studi di settore come il 10% della popolazione senta una discrepanza tra orientamento romantico e sessuale. E alcuni ricercatori hanno affermato che l'attrazione sessuale non è necessariamente un prerequisito per il legame romantico e che l'attrazione sessuale può verificarsi indipendentemente dall'attrazione romantica.

Quali sono, quindi, i tipi di orientamento sessuali i più noti?
Eccoli qui:

  • etero: attrazione verso persone del sesso opposto;

  • omosessuale: attrazione verso persone dello stesso sesso;

  • bisessuale: attrazione verso persone del proprio stesso genere e/o di altri generi, a prescindere. Per la persona bisessuale l'importante è come è “l’essenza” della persona, al di là del suo sesso, genere, orientamento o altra variabile affettivo-sessuale;

  • asessuale: si definisce persona asessuale quella che non prova alcuna attrazione sessuale per alcuna persona.

Non significa che non ci si senta attratti romanticamente da qualcuno. La maggior parte delle persone asessuali, infatti, concorda sul fatto che esiste una netta differenza tra l'esperienza romantica e quella sessuale. 

E l'asessualità ha inoltre molte sfumature: demisessuale, biromantica, aromatica, omoromantica, per citarne alcune.

Le persone asessuali possono provare attrazione sessuale sono in alcune situazioni, ad esempio, oppure se si riscontra un legame affettivo pre-esistente. 

Orientamento sessuale e affettivo secondo la scala Kinsey

Secondo il biologo Kinsey, che nel 1948 pubblico il celebre libro “Il comportamento sessuale dell’uomo”, esistono diversi gradi di attrazione fisica che possono essere descritti lungo una scala comprendente livelli da zero a sette.

Cosa significano questi numeri? Lo zero indica un orientamento esclusivamente eterosessuale. Il tre identifica le persone bisessuali.
Il sei indica un orientamento sessuale esclusivamente omosessuale.

Per i tempi la “scala Kinsey” sottolineò un concetto all’avanguardia: l’identità sessuale non funziona come una sorta di interruttore che dal tasto “acceso” muta semplicemente in “spento”.
Esistono infatti diverse sfumature differenti. In realtà e negli anni a venire si scoprì che queste erano (e sono) anche di più.

Non solo, la “scala Kinsey” tratta prettamente la sfera dell’orientamento sessuale tralasciando quello affettivo, risultando quindi parziale.

Anche qui è evidente che una scala fatta di numeri, per quanti essi possano essere, sarebbe riduttiva.

Ad esempio, da uomini, ci si può sentire attratti sessualmente dalle donne ma provare affetto e sintonia emotiva soprattutto con uomini.
Non è solo una questione personale ma anche storica, per così dire. Variando in base al periodo che vive la persona ma anche il periodo della Storia con la “s maiuscola”.

La sessualità, infatti, non è statica e invariabile. Può mutare di continuo ed esiste in relazione a qualcosa e qualcuno. Non è solo una questione “astratta e mentale” bensì relazionale, in quanto non può prescindere dal rapporto con le altre persone.