Particolarmente amata dagli uomini, la spagnola è una pratica sessuale che può essere piacevole anche per le donne. Soprattutto per le più prosperose.

In questo approfondimento tutte le indicazioni per farla al meglio e alcune curiosità a riguardo.

Cos'è “la spagnola”

Sono sulla bocca di molti ma non tutti sanno dedicargli le giuste attenzioni. È dei preliminari che si sta parlando: cosa sono e perché sono importanti spesso sfugge e questo non giova al rapporto.

Tra le numerose e piacevoli possibilità per aumentare il piacere primeggia proprio la spagnola, regina del sesso. Realizzarla è più semplice rispetto a spiegarla, ma ecco una mini guida.

Questa pratica sessuale prevede l’uso dei seni femminili. Nell’incavo si posiziona il pene del partner, per masturbarlo in maniera diversa dal solito.

Per rendere l’esperienza godibile, usare anche le mani per unire i seni e fare in modo che il pene (curvo o dritto) sia letteralmente avvolto.

Volendo, si può scegliere l’utilizzo di un lubrificante per fare scivolare maggiormente il sesso maschile. Il movimento della masturbazione segue quello abituale, su e giù con uno strofinamento ripetuto e seducente.

Perchè si chiama “Spagnola”

Interessante è capire perché questa pratica sessuale si chiama proprio “spagnola”. 

In Spagna, infatti, viene chiamata in modo diverso (ovvero cubana).

Nell’immaginario collettivo, però, la donna spagnola o comunque di origine latina è dotata di forme prorompenti e da qui potrebbe essere nato l’appellativo.

Questa posizione, quindi, non è nata dall’inventiva dei “cugini spagnoli”, o per meglio dire dalle “cugine spagnole” ma ha assunto il nome che poi si è diffuso per via di un mito popolare.   

Come fare la spagnola

Come fare, quindi, una buona spagnola prima del sesso? Vediamo insieme, in pochi e semplici passaggi.

Abbiamo detto che questa pratica sessuale può essere particolarmente apprezzata se il seno della donna è piuttosto abbondante.

In realtà come si suol dire anche per l’uomo: non sono le dimensioni a contare, ma la tecnica. È chiaro che maggiore è la taglia del reggiseno e maggiore è l’attrito con il pene, ma esistono diversi trucchetti anche per le meno prosperose che possono aiutare a regalare una spagnola da orgasmo multiplo.

Uno di questi è anticipare la spagnola con la masturbazione manuale o orale: questo permette di creare un’atmosfera davvero calda e portare con più facilità il partner al suo climax una volta inserito il pene nei seni. 

Un altro modo è giocare con i propri seni prima di dedicarsi all’uomo. Quindi accarezzarsi, farsi leccare i capezzoli oppure mostrarsi mentre si distribuisce il lubrificante nella “zona S” (nonché nella “casa della spagnola”) è un modo per “alzare la temperatura” e facilitare l’orgasmo quando si sfrega il pene tra i seni.

Fare sentire, infine, il pene ben stretto aiuta a raggiungere il piacere. E in questo le mani giocano un ruolo chiave se il seno è di taglia piccola.

Qual è la posizione ideale per farla?

La posizione del “69” è certamente una delle migliori per fare la spagnola prima del sesso.

Certo, richiede un po’di impegno ma il risultato è assicurato.

Sostanzialmente mentre l’uomo pratica sesso orale, la donna attua la spagnola.

Una posizione a letto, questa, che potrebbe incoraggiare il partner maschile a desiderare che il suo pene venga succhiato e che la sua compagna ingoi lo sperma.

La spagnola può essere quindi considerata un’eccitante anticamera della fellatio e del sesso. Oltre a questa posizione, ce ne sono altre due che suggeriamo per la spagnola: la prima vede la donna sopra mentre la seconda trova l’uomo in posizione dominante.

Caso uno: la donna ha il pieno controllo della situazione ed è lei a occuparsi di tutto. Lei, infatti, prenderà il pene per metterlo in mezzo ai seni e sempre lei lo masturberà fino a portare l’uomo all’orgasmo.

Quest’ultimo può essere eccitato a tal punto da volere assicurare piacere alla partner, regalandole un bel momento di fingering.  Caso due: è l’uomo ad assumere un ruolo centrale, in tutti i sensi.

Pertanto sarà lui a infilare il pene tra i seni, cominciando a muoversi come se stesse facendo sesso con gli stessi. La donna, in questo caso, partecipa stringendo al meglio le tette con le mani.

Agli uomini piace fare la spagnola?

Ogni uomo ha desiderato, almeno una volta nella vita, una spagnola fatta bene.

Il confine tra sogno e realtà è sottile: c’è chi la brama e basta e chi non si ferma a fantasticare e dalla teoria passa alla pratica.

Analizziamo, quindi, alcuni scenari possibili.

Tutti noi abbiamo fantasie erotiche: a volte ci coinvolgono a tal punto da volerle realizzare mentre altre è sufficientemente appagante immaginare senza andare oltre.

Nel caso della spagnola e la sua aura nel sesso, il potere è facilmente riconducibile a due fattori: l’innegabile attrazione del genere maschile nei confronti degli attributi femminili e le aspettative create dalla filmografia pornografica.

Da una parte, infatti, l’uomo è antropologicamente portato a essere richiamato dal seno mentre dall’altra numerose pellicole mostrano sguardi e genitali godenti proprio nell’atto del “titsjob” e invitano a provarlo.

Gli uomini che ci hanno raccontato la propria esperienza hanno spiegato come il piacere sperimentato durante la spagnola sia anzitutto mentale.

Soprattutto per chi ama particolarmente il seno. 

Coloro che mettono altre parti del corpo femminile nelle proprie preferenze, non si sono sentiti così coinvolti da questa pratica sessuale.

È in ogni caso difficile, in base a quanto emerso dalle testimonianze, che le sensazioni provate durante la spagnola equiparino quelle della fellatio o del sesso.

Si tratta di piaceri e strade per raggiungere l’orgasmo diversi e per qualcuno non sono proprio paragonabili.

Chi adora, insomma, il seno grande sarà quasi certamente un estimatore della spagnola perché regala un piacere unico. Ma si tratta di una pratica che in alcun modo sostituisce le altre.

Può essere considerata un valido “fuori programma”, quello è certo. Si tratta, a ogni modo, di masturbazione e tendenzialmente questa è sempre apprezzata.

Che sia la donna o l’uomo a essere dominante, in base alle preferenze, è una buona miccia per accendere la scintilla dell’eccitazione.

I consigli per fare una buona spagnola

Abbiamo affrontato cosa è, come si fa e da dove arriva il suo nome “esotico”: vediamo ora qualche consiglio pratico per fare una buona spagnola e godersi una serata di sesso al top.

La lista completa dei consigli per fare una buona spagnola:

  • apertura mentale: spaziate con le idee e accogliete ciò che l’esperienza vi porta.

Si tratta di sperimentare, come sempre nel sesso, e capire ciò che più stuzzica.

No ai blocchi e ai preconcetti della serie “questa cosa non fa per me”: potrebbe stupire la complicità che si crea con una pratica come la spagnola.

Se così non fosse, beh… il dubbio è stato quanto meno dissipato.

  • usare lubrificante: l’utilizzo di un buon lubrificante a base acqua aiuta il pene a scorrere meglio lungo l’incavo tra i seni.

Non da meno evita possibili rossori e irritazioni della pelle alla donna dovuti allo sfregamento.

  • rispetto reciproco: anche se la spagnola può sembrare una pratica sessuale con un unico protagonista, ovvero l’uomo, in realtà può regalare piacere anche alla donna se tra le parti si crea un buon feeling.

Come anticipato, l’uomo può cogliere l’occasione per masturbare la partner con le dita.

Il “titsjob” inoltre è da considerare fine a sé stesso se entrambe le persone sono d’accordo; diversamente va bene viverlo come un momento estremamente eccitante di condivisione prima del rapporto completo.

  • lasciarsi andare: la spagnola è una pratica davvero liberatoria sia per lui sia per lei, perché permette di usare il corpo in maniera nuova e stupirsi delle sue potenzialità.

Mentre la donna è impegnata a stringere il pene tra i seni, ad esempio, se l’elasticità lo permette è possibile leccare simultaneamente il glande e prenderlo delicatamente con le dita.