Se pensate sia una moda che impazza tra le “piercing-lovers” più impavide e trasgressive solo negli ultimi anni vi sbagliate! A sfoggiare questa tipologia di piercing sono state in tempi non sospetti alcune tribù dell’Asia, inoltre, la pratica era già presente nel Kamasutra risalente a quasi 1500 anni fa.

Cosa si nasconde dietro la richiesta di un piercing vaginale? La ragione principale riguarda l’estetica: abbellire con un gioiello le proprie parti intime farebbe sentire molte donne più attraenti e sensuali; molte lo fanno come atto di trasgressione, ma in alcuni casi la motivazione riguarda l’aspetto sessuale, la voglia di nuove sensazioni e nuovi piaceri; i piercing vaginali, infatti, sembrerebbero aumentare il piacere sessuale da un punto di vista sia psicologico che fisico, in quanto possono stimolare aree genitali molto sensibili come il clitoride.

In questo articolo scopriremo quali sono i tipi di piercing vaginali più apprezzati, parleremo dei rischi, delle eventuali complicazioni e come evitarli.

I principali tipi di piercing vaginali più amati

Di seguito vi sveliamo quali sono i piercing vaginali più amati:

  • Innerlabia e Outerlabia: sono piercing che consistono nell’inserimento di anelli di metallo rispettivamente sulle piccole e grandi labbra, rientrano senza dubbio tra i più gettonati e tra i più semplici da eseguire, sono piercing estetici, non hanno uno scopo sessuale. Il tempo di guarigione va dalle 6 alle 8 settimane.

  • Hood: è il piercing sul cappuccio del clitoride, è semplice da eseguire e il dolore durante l’esecuzione è minimo. Il foro può essere effettuato sia in orizzontale (HCH) che in verticale (VCH). È un piercing in grado di aumentare il piacere sessuale ed ha un tempo di guarigione di circa 4-6 settimane.

  • Christina o Venus Piercing: viene effettuato nella parte bassa del Monte di Venere, sopra il cappuccio del clitoride, è un piercing con alte probabilità di rigetto ma molte donne lo scelgono per aumentare la sensibilità ed il piacere durante l’atto sessuale. Il tempo di guarigione varia dai 6 ai 9 mesi.

  • Nefertiti: è un piercing verticale considerato estremamente sexy ma abbastanza invasivo; in questo caso una barra altamente flessibile viene inserita tra il cappuccio clitorideo e la parte inferiore del Monte di Venere.

  • Princess Albertina: è l’equivalente femminile del Prince Albert maschile, attraversa l'uretra ed esce nell'apertura del canale vaginale, solitamente si tratta di un anello o di un circular barbell. È molto interessante dal punto di vista sessuale, sembrerebbe regalare fantastici orgasmi durante i rapporti grazie alla stimolazione uretrale. I tempi di guarigione non sono troppo lunghi se si rispetta l’astensione dai rapporti e si cura la pulizia.

  • Fourchette piercing: è un piercing a finalità erotiche, il foro viene effettuato nella parte in cui le piccole labbra si ricongiungono, prima del perineo, zona molto sensibile. Per ragioni anatomiche non tutte le donne possono farlo.

  • Clitoris: È un piercing fatto direttamente sul clitoride è in grado di offrire un altissimo piacere sessuale, ma è anche uno dei più rischiosi in quanto potrebbe creare una desensibilizzazione del clitoride stesso, per questo motivo molti esperti si astengono dal fare questo tipo di intervento.

  • Isabella: è uno dei piercing genitali femminili più profondi e anche abbastanza rischiosi, è riservato alle più temerarie in quanto va dal Monte di Venere fino ad appena sopra l’uretra, attraversando in profondità l’asta del clitoride.

Come si fa il piercing alla vagina

La procedura richiede solo alcuni minuti, dopo una consultazione il piercer professionista disinfetterà l’area, segnerà il punto esatto in cui verrà effettuato il piercing e utilizzando una pinza per piercing e un ago cannula sterili inserirà un gioiello capace di adattarsi al foro.

La zona vaginale è ricca di ricettori sensoriali del dolore e per questo il piercing vaginale risulta un’operazione molto delicata, il dolore varia in base al soggetto e alla bravura all’esperienza del piercer.

Quali sono i piercing erotici?

Possiamo affermare che i piercing erotici sono i seguenti:

  • Nipple (piercing al capezzolo)

  • Tongue (piercing alla lingua)

  • Fourchette Piercing

  • il Princess Albertina

Gli amanti dei piercing sostengono che i piercing ai capezzoli hanno una forte influenza sull’eccitazione sessuale, mentre quelli sulla punta della lingua elevano il sesso orale a nuove vette del piacere; i piercing vaginali con finalità erotiche non solo renderebbero i genitali più attraenti ma vanno a stimolare durante il rapporto sessuale zone molto sensibili regalando intensissimi orgasmi.

Quali complicazioni ci possono essere?

Le complicazioni maggiori riguardano le infezioni, reazioni allergiche, sanguinamenti, danno ai nervi, cicatrici e compromissione dei metodi contraccettivi di barriera.

Per ridurre al minimo il rischio di infezione vaginali occorre rivolgersi a piercer competenti, curare l’igiene personale e prestare particolare cura al piercing; è importante seguire scrupolosamente le istruzioni del piercer: un’infezione se trascurata potrebbe trasformarsi in ascesso o divenire sistemica.

I sintomi di un’allergia possono includere arrossamento, dolore e prurito, per ridurre al minimo il rischio è consigliabile scegliere gioielli anallergici in acciaio chirurgico, titanio o oro.

Quando uno o entrambi i partner hanno piercing genitali, potrebbe spostarsi il diaframma o rompersi il preservativo, per scongiurare quest’ultimo inconveniente è consigliabile evitare piercing con bordi affilati.

Il sanguinamento può verificarsi quando il piercing viene effettuato nelle aree particolarmente vascolarizzate.

I piercing sono sconsigliati a chi ha una pelle soggetta a cheloidi.

Chi sceglie il piercing al clitoride è pericoloso?

Occorre fare una distinzione tra il piercing che attraversa il clitoride, il Clitoris e l’Hood che attraversa il cappuccio che lo ricopre.

Il Clitoris è molto complesso da realizzare poiché coinvolge zone ricche di terminazioni nervose e presenta per questo il rischio di danni irreversibili, come la perdita della sensibilità.

L’Hood comporta rischi al pari di qualsiasi altro tipo di piercing, è importante però rivolgersi comunque ad un professionista e astenersi dal sesso e dalla masturbazione per le prime 3-4 settimane per permettere alla ferita di rimarginarsi.

Le norme igieniche da seguire

Occorre prestare particolare attenzione all’igiene e alla cura del proprio piercing affinché non sorgano infezioni.

Bisognerà attendere la completa cicatrizzazione prima di poter riprendere l’attività sessuale e cambiare il gioiello inserito.

La zona in cui è stato inserito il piercing andrà pulita e disinfettata quotidianamente.

In alcuni casi per eliminare il rischio di sviluppare un’infezione, alcuni medici consigliano di assumere un antibiotico per un periodo che va dai 3 ai 5 giorni dopo la realizzazione del piercing.

L’igiene intima dovrà essere scrupolosa anche a guarigione avvenuta ed effettuata con detergenti specifici.

I nostri consigli

È importante rivolgersi ad un piercer certificato, che segua le normative di sicurezza previste dal settore e che sia in grado di consigliare il tipo di piercing tenendo conto dell’anatomia della vagina (e delle preferenze personali per le stimolazioni sessuali) per evitare conseguenze spiacevoli e il contagio di malattie come l’HIV, il tetano e le epatiti o il danneggiamento dei genitali.

Occorre informarsi circa la procedura, i potenziali rischi ed eventuali complicazioni, il tempo e la cura che il piercing richiederà, come disinfettare l’area e a quali tipi di sintomi bisognerà prestare attenzione.