È arrivato il momento.

Hai guardato la top ten delle “migliori scene di sesso del cinema” (almeno tre volte), trascorso diverse serate confrontandoti con amici e amiche, ti sei silenziosamente chiuso in camera con le cuffiette o il volume dell’Iphone al minimo per trovare la categoria più appagante.

Finalmente è tutto chiaro. Sei pronto per perdere la verginità.

In questo articolo, qualunque sia il genere in cui ti rispecchi e il tuo orientamento sessuale, ti spiegheremo cosa vuole dire perdere la verginità nel 2020, con consapevolezza e divertendoti.

Perdere la verginità: ok, ma cosa significa di preciso?

Da sempre perdere la verginità simboleggia un rito di passaggio, uno dei più importanti tra l’infanzia e la vita adulta.

Nel tempo questo momento ha assunto significati diversi e oggi, abitando in una società sessualizzata, ci si abitua alla perdita della verginità in maniera graduale, cominciando a fruire nozioni e immagini legate al sesso fin da piccoli.

Certo la verginità rimane ancora un tabù in molti casi, non essendo esattamente il primo argomento all’ordine del giorno a cena con i genitori, ma sicuramente è più sdoganato rispetto soltanto a una decina di anni fa.

Da un punto di vista culturale si potrebbe scrivere un intero trattato per spiegare la perdita di verginità e ancora non basterebbe per illustrare cosa significa all’interno delle varie società.

Proviamo quindi a sintetizzare dicendo che la verginità è spesso mitizzata e l’accezione stessa “perdere la verginità” porta con sé un alone di sconvenienza, associandola a qualcosa di disdicevole e pruriginoso. Nei secoli la castità femminile è sempre stata vista come un valore, come “moneta di scambio”. Ma non è forse il momento di evolvere?

Ragazze, lasciamo il dogma della verginità mariana nei testi sacri e affrontiamo il tema in maniera più realistica e consapevole.

Ragazzi, il cambiamento passa anche e soprattutto da voi. Il piacere si amplifica quando condiviso e vale molto di più di una conquista personale.

Il sesso è bello, è gioco, è scoperta. Le informazioni per renderlo un’esperienza positiva, lontana da pregiudizi e stigmi sono disponibili, fruibili da tutti in gran quantità.

Francamente è tempo di dare un nuovo significato a questo momento della vita, senza credere che si perda veramente qualcosa (come l’integrità, l’innocenza) ma che, casomai, la si acquisisca.

Dalla “cosa pubblica” alla “questione privata”.

Da un punto di vista anatomico, per le ragazze, è bene partire subito con una precisazione.

La perdita della verginità non significa sempre la rottura dell’imene, in quanto potrebbe essere già avvenuta con l’utilizzo di assorbenti interni o altri dispositivi. Inoltre non tutte le donne nascono con questa membrana.

Ciò detto, molto semplicemente questo momento consiste nell’introduzione del pene all’interno della vagina. Per prepararsi abbiamo steso una lista di suggerimenti per viverlo al meglio; continua a leggere per conoscerli tutti.

Nel frattempo vediamo cosa significa perdere la verginità per i ragazzi.

Perdere la verginità: per lei, ma anche per lui

Anche i ragazzi a livello anatomico hanno una parte che potrebbe rompersi durante il primo rapporto e quindi segnare la perdita della verginità: il frenulo.

Quella del cosiddetto filetto, però, non è una regola: un po’ come accade per l’imene femminile. Si può quindi considerare un segnale indicativo circa la propria illibatezza.

Ma al di là dell’aspetto puramente fisiologico, in cosa consiste la perdita della verginità maschile?

Se ne parla poco, dando per scontato che un ragazzo sappia già esattamente cosa fare e non abbia bisogno di un confronto costruttivo.

Ebbene è assolutamente normale porsi delle domande circa questo momento e allo stesso modo è importante arrivarci con la maggiore consapevolezza possibile.

Generalmente la masturbazione è vista con meno “freni” rispetto quella femminile e questo dovrebbe implicare una certa esperienza nel praticarla e una discreta conoscenza del proprio apparato genitale.

Sin dalla prima adolescenza, ad esempio, si impara a gestire l’erezione, capendo cosa la provoca e cosa la soddisfa. Diamo quasi per certo, quindi, che tu sappia cosa ti piace e come maneggiare il tuo pene, arrivando preparato da questo punto di vista alla prima volta.

Ma il sesso non è solo una questione di esercizio fisico, soprattutto quando si condivide con un’altra persona.

Ecco che diventa essenziale conoscere anche i suoi gusti, le sue fantasie e gli eventuali limiti.

Dialogo è la parole chiave.

Informati, nel caso di un rapporto etero, se lei prende contraccettivi oppure confrontatevi se a entrambi va bene il preservativo. Per esempio.

Non giudicarti: stare a letto con una persona non è questione di dimensioni, durata e, in generale, performance. Come detto poco fa, metti da parte l’associazione sesso=allenamento sportivo. Soprattutto le prime volte.

Se sei arrivato fino a qui e tu insieme al partner vi siete scelti per vivere questa esperienza a due significa che vi piacete. Non c’è molto altro da domandarsi.

A che età è meglio perdere la verginità?

Esiste statisticamente un’età media in cui si perde la verginità e in Italia corrisponde a 17 anni.

A livello biologico le persone sono sessualmente mature a partire dai 12-13 anni ma questo non significa si sia realmente pronti per fare sesso.

Per esserlo occorre chiedersi se si è disposti a rivelare la propria intimità e a condividere il piacere con un’altra persona.

È chiaro, quindi, che l’età davvero non conta.

L’ideale è essere innanzitutto in armonia con il proprio corpo, rispettandolo, e in secondo luogo essere in sintonia con il partner, che sia di una sera o una persona che si frequenta da tempo.

E’ possibile perdere la verginità masturbandosi?

Per perdita di verginità s’intende l’atto sessuale che vede l’introduzione del pene all’interno della vagina, nel caso di un rapporto eterosessuale.

Se, invece, sei all’interno di una coppia gay il passaggio potrebbe essere simbolicamente rappresentato dal sesso orale oppure dalla masturbazione reciproca.

Perché la verginità è un mito vecchio

Come anticipato nei precedenti paragrafi molte delle convinzioni e delle credenze limitanti legate alla verginità derivano da un retaggio morale che vede il sesso, quindi la perdita della verginità come un atto impuro, a meno che non si consumi all’interno del matrimonio. Rigorosamente tra persone dello stesso genere.

È evidente che per come si è modificata la società e grazie all’opportunità sempre maggiore di esprimere la propria sessualità liberamente, sarebbe piuttosto retrogrado associare la perdita della verginità a concetti come l’approvazione altrui e al fatto di essere più o meno rispettabili.

Noi siamo pronti da tempo a dire addio per sempre a questi pensieri che ci suonano decisamente depotenzianti.

Per una ragazza, quando cresce, non è possibile avere solo due opzioni tra cui scegliere per decidere chi essere, a livello sessuale: vergine o troia.

Così come un ragazzo può essere molto di più di un trivellatore.

Cosa potrebbe succedere una volta che hai perso la verginità

E ora?

Dopo avere capito cosa significa “farlo per la prima volta” e avere vissuto a pieno questa esperienza, cosa succede?

Il mondo continuerà a girare come ha sempre fatto, come se nulla fosse, ma per te è diverso.

Potresti vedere le cose che ti circondano (e soprattutto quelle che ti riguardano) con uno sguardo differente, come se il sesso ti avesse fatto da scuola.

Ancora tra le lenzuola (o in macchina oppure in qualsiasi altro posto tu abbia appena perso la verginità) è possibile che ti senta strano, più euforico o al contrario privo di energie e disconnesso da tutto.

È normale, si tratta di una questione ormonale.

Prenditi il tempo che serve per “tornare alla normalità”.

Nessuno, oltre a te e la persona con cui hai perso la verginità, sa quello che è successo e anche questo è ok: sta a te decidere se raccontarlo a persone di fiducia perché hai forti dubbi o semplicemente vuoi condividere la gioia del momento. Non è assolutamente obbligatorio dirlo a tutti; l’importante è essere onesti, nel momento in cui si fa. Senza esagerazioni, senza falsità e senza ferire il partner.

Alcuni consigli per affrontare la “prima volta” al meglio

Per prepararsi al meglio, consigliamo un approccio graduale così da evitare un possibile trauma.

“Sì, certo - ti starai dicendo - ma in pratica cosa significa?”.

Non abbiamo la presunzione di conoscere tutte le risposte del mondo ma questa, con la giusta dose di esperienza, sappiamo di poterla esaudire.

Ecco quindi un vademecum per affrontare “la prima volta” senza troppo impaccio.

Per lei:

  1. Cominciare a stabilire un contatto con la vagina attraverso le dita. In questo modo si comincia a prendere confidenza con il piacere (e con ciò che non piace) e con la sensazione della penetrazione;
  2. Sperimentare da sola diverse posizioni (a pancia in su, in quadrupedia, …) così da essere più disinvolta con il partner;
  3. Osservarsi ed esplorarsi, attraverso sfioramenti e carezze… e, perché no, pizzichi e graffi se può ingolosire;
  4. Usare la fantasia per immaginare l’esperienza che davvero si vuole vivere… per renderla il più reale possibile;
  5. Essere chiare, con se stesse e il partner, circa ciò che si vuole oppure non si vuole. Questo richiede decisione e sicurezza, lo riconosciamo, ma permette di rendere la perdita della verginità una vera esperienza condivisa e appagante. Per entrambi.

Per lui:

  • Fai pratica con te stesso, masturbandoti e cercando di scoprire il tuo pene in tutte le sue parti.
  • Allenati a infilare il preservativo.
  • Valuta una penetrazione graduale, provando a infilare il pene in più occasioni: un’esplorazione “delicata” provocherà meno rigidità e dolore. Capiamo che voglia di fare sesso sia esplosiva e la parola “aspettare” non sia propriamente contemplata ma, fatto 30, perché non fare 31?
  • Sei arrivato fino a oggi senza farlo, vedrai che un giorno in più di attesa ti renderà ancora più sicuro di ciò che andrai ad affrontare. E concedici il detto: l’attesa aumenta davvero il desiderio.
  • Avvicinati alla penetrazione dolcemente, soprattutto se riscontri che il partner ha bisogno di delicatezza.
  • Hai tanti modi per farlo, leccando attorno alla zona oppure inserendo prima un dito e poi un altro.
  • Prendi tutto ciò che hai sempre visto nei film porno (sì, diamo per scontato che ne abbia visto almeno uno nella tua vita), letto su forum o blog e mettilo da parte.
  • La prima volta, indipendentemente da come vada, è un’esperienza troppo personale per essere duplicata e soprattutto stereotipata.

E tu quando lo hai fatto?

E tu, quando hai perso la verginità?

Raccontaci come è successo, con chi e, se ti va, condividi alcuni suggerimenti utili dedicati a chi sta per affrontare questo momento.